La mappa si sposta: rotte più lunghe, porti “ponte”

Nel primo semestre del 2025 il traffico nel Canale di Suez è calato dell’11,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Significativa la diminuzione di navi portacontainer e petroliere. L’ipotesi di molte compagnie di navigazione è di non utilizzare il canale fino a oltre il 2025 e questo a causa delle incertezze generali e degli elevati costi assicurativi. Di fatto dalla fine del 2023 molte navi evitano il Mar Rosso e passano dal Capo di Buona Speranza con il risultato di tempi più lunghi e toccate portuali ridisegnate. Nel 2024 il traffico via Suez è dimezzato nei primi due mesi dell’anno; è un crollo che ha segnato l’intero periodo 2024–2025 e ha spinto una quota rilevante dei servizi Asia–Europa a ricalibrare i network (salti scalo, off-window, scali “ponte” nel Maghreb e nel Nord Europa). 

Per gli operatori EAAMS questo significa pianificare dogana e logistica su corridoi meno lineari, con maggiore variabilità di arrivo e necessità di alternative di sbarco e inoltro.

Il periplo africano aggiunge da 10 a 18 giorni sul transit time Asia–Europa, a seconda della rotta e dell’armatore. Il range è documentato da studi che quantificano +10/14 giorni, e da report che misurano in media fino a +18 giorni in determinate finestre di mercato e congestione.  I premi “war risk” sono saliti fino a ~0,7% del valore nave nei picchi del 2025, comprimendo ulteriormente la capacità disponibile e i margini della supply chain. Nel 2024 i noli hanno tenuto alto il livello medio proprio per l’effetto capacità-tempo; gli analisti Drewry collegano la tenuta dei ricavi alla crisi del Mar Rosso e ai giri lunghi via Capo. 

Dogane UE: cosa cambia davvero per gli operatori

Arrivi irregolari e porti alternativi. Le riprogrammazioni portano a sbarcare in scali non previsti: serve verificare rappresentanza doganale, garanzie e procedure locali (temporanea custodia, tempi massimi, fasizzazione dei controlli).

Dati di sicurezza (ENS/ICS2). Con ICS2 Release 3, il perimetro si è ampliato: filing ENS marittimo a livello house e cooperazione carrier–forwarder sono ormai lo standard, con ulteriori estensioni operative dal 1° settembre 2025 anche ad altri mezzi. Per chi assiste gli importatori, la qualità dei dati e l’allineamento tempi-vettore sono decisivi per evitare hold. 

Origine, preferenze e sanzioni. Gli scali extra-UE “ponte” non cambiano l’origine, ma moltiplicano i controlli su prove d’origine e su screening sanzioni/dual-use quando la rotta tocca aree sensibili. Sdoganamento smart. In scenari a finestra stretta, l’AEO e i canali di pre-clearance (dove disponibili) riducono i ritardi più del prezzo puro del nolo.

Tattiche operative: come “ammortizzare” il nuovo rischio rotta

Pianificare su ETA “a ventaglio”. Non un’unica data, ma una forchetta basata su varianti meteo, velocità e salti scalo; allineare la finestra ENS/ICS2 e la prenotazione visita merci con margini reali.

Tenere due piani: uno su scalo mediterraneo con corridoio ferroviario nordbound, l’altro su North Range con inland verso Sud; pre-validare garanzie e custodia in entrambi.

Verificare clausole per rotte estese e possibili trasbordi, oltre a sovrappremi in aree a rischio; coordinare con i tempi doganali per evitare giacenze scoperte.

House bill ben strutturati = meno richiesta “additional info” in ICS2 e meno blocchi safety.

Slot booking & equipment. I +10/18 giorni drenano equipment in export UE: prenotare container e slot con anticipo, specie su merci reefer e speciali.

Outlook: 2025-2026 tra volatilità e nuove direttrici

UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo) rileva che le distanze medie di spedizione sono aumentate strutturalmente e che la volatilità resterà alta finché i rischi geopolitici persisteranno. Per i flussi Asia–Europa ciò implica network più lunghi e frequenze meno regolari rispetto al pre-crisi. 

Possibili “vie alternative” (stagionali o di nicchia) come la rotta artica vengono testate, ma restano sperimentali e non sostitutive in termini di scala e resilienza. 

Per EAAMS la priorità è trasformare l’incertezza in metodo: pianificazione multi-scalo, filiera dati impeccabile (ENS/ICS2), pre-clearance dove possibile, presidio assicurativo e compliance. Così si attenua il rischio operativo e si salvaguardano tempi e costi lungo corridoi che, piaccia o no, resteranno “post-Suez” ancora per un po’.

EAAMS: efficienza e professionalità dalla parte del cliente

L’obiettivo di EAAMS – attiva da oltre 40 anni nel settore della logistica, delle spedizioni internazionali e dell’assistenza fiscale e doganale alle imprese operanti in Italia – è da sempre quello di rendere più snelle e sicure le procedure relative a qualsiasi tipologia di movimentazione mediante la gestione di ogni adempimento burocratico e fiscale.

EAAMS – il team di esperti nelle spedizioni nazionali ed internazionali – è infatti in grado di offrire un servizio specializzato e personalizzato per soddisfare qualsiasi particolare esigenza del cliente e per garantirgli sempre i più elevati standard di sicurezza.

In questo modo è possibile operare sempre nel massimo rispetto delle normative più recenti e poter immettere in totale sicurezza i propri prodotti sul mercato.

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