Contesto e funzione dell’UCC: la riforma del 2025

Il Codice doganale dell’Unione (UCC o CDU) è il quadro normativo che disciplina tutte le operazioni doganali all’interno dell’UE. Nato per modernizzare, semplificare e digitalizzare le procedure, il codice è il riferimento principale per importatori, esportatori e spedizionieri doganali. Parallelamente al codice HS (Harmonized System), che classifica i prodotti con un numero identificativo a livello mondiale, l’UCC stabilisce le regole da seguire per le dichiarazioni, i controlli e le autorizzazioni.

Il 2025 segna un passaggio cruciale: il Consiglio dell’UE ha adottato la propria posizione negoziale per una profonda riforma dell’UCC. L’obiettivo è affrontare le nuove sfide globali, dall’aumento dell’e-commerce ai cambiamenti geopolitici, puntando su una dogana più digitale e coordinata. Ecco i pilastri della riforma:  EU Customs Data Hub, un polo dati unico per tutte le autorità doganali dell’Unione; Autorità doganale europea (EUCA), nuova struttura di supervisione per garantire uniformità tra Stati membri; Commercianti “Trust & Check”, operatori affidabili con obblighi ridotti e procedure accelerate; E-commerce sotto controllo,maggiore responsabilità delle piattaforme online sugli standard di sicurezza e introduzione di una tassa di gestione per gli acquisti diretti dei consumatori.

Nomenclatura combinata 2025

Dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il Regolamento di esecuzione UE 2024/2522, che aggiorna la Nomenclatura Combinata (prime 8 cifre del codice). Le modifiche riguardano l’introduzione di nuove voci e l’aggiornamento di quelle esistenti. Tra i prodotti interessati: pesce (0302–0305), pomodori (0702), oli minerali (2710), composti chimici (2903, 2929, 2930, 2931), concimi (3102), cascami e pannelli di legno (4401, 4411), parti di macchine elettriche (8503). Un cambio di voce può incidere su dazi, autorizzazioni e origine doganale.

Dal 15 settembre 2025 sono operative le nuove regole di ammissibilità per le dichiarazioni H1-H5. I controlli si concentrano su elementi sensibili come massa netta, paese di destinazione, unità di misura e autorizzazioni BTI/BOI. L’aggiornamento rientra nel progetto “UCC full”, che punta a rendere più stringente la sorveglianza sulle merci e a ridurre i margini di errore nelle dichiarazioni.

Aggiornamenti Taric, modifiche codici, riduzione delle garanzie e pagamenti differiti

Il 1° luglio 2025 sono stati modificati 214 codici TARIC relativi a diverse categorie merceologiche, dagli oli alle miscele, dal coke di petrolio a sostanze chimiche specifiche. Parallelamente, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha avviato una riorganizzazione degli uffici territoriali in Emilia-Romagna e Marche, con conseguente aggiornamento dei codici identificativi dal 1° maggio 2025. Dal 1° settembre 2025 l’ADM ha introdotto una riduzione, o in alcuni casi un’esenzione, delle garanzie doganali per gli operatori più affidabili. Inoltre, per il secondo semestre del 2025 (1° luglio – 31 dicembre), il tasso di interesse applicato ai pagamenti differiti dei diritti doganali è fissato all’1,027%. Dal 1° gennaio 2025 tutti i Paesi del Gulf Cooperation Council (GCC) hanno adottato una tariffa doganale unificata con codici armonizzati a 12 cifre. Una modifica rilevante per le imprese europee ed italiane che esportano verso quest’area, chiamate ad adeguare i propri sistemi di classificazione e dichiarazione. Le novità introdotte nel 2025 impongono agli operatori economici di: Verificare i codici doganali utilizzati nelle dichiarazioni e negli elenchi Intrastat; Aggiornare i sistemi digitali alle nuove regole di ammissibilità e ai codici TARIC; Formare il personale sulle modifiche operative e normative; Adeguarsi ai controlli rafforzati su dichiarazioni e tracciabilità.

Il nuovo UCC si muove in una direzione chiara: digitalizzazione, trasparenza e maggiore uniformità. Per le imprese, questo significa dover investire in conformità e sistemi interni, ma anche poter contare su procedure più snelle e prevedibili se si rientra tra gli operatori affidabili. Nel 2025 la dogana europea cambia volto, e per gli spedizionieri doganali resta centrale il ruolo di guida tecnica per supportare aziende ed esportatori in un contesto sempre più complesso.

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