La guerra dei dazi tra USA e Cina: riaprono i negoziati

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A pochi giorni dal giro di negoziati a Washington che potrebbero aprire una tregua commerciale alla guerra dei dazi tra Usa e Cina avviata dall’amministrazione Trump a partire da Aprile 2018. Secondo i portavoce ufficiali dei due Paesi, le prime negoziazioni informali tra Cina e USA avvenute a settembre hanno avuto un esito positivo e hanno gettato le basi per i colloqui ufficiali previsti per inizio Ottobre.

 

Le misure adottate dagli USA a partire dalla primavera del 2018 hanno portato a un innalzamento dei dazi sulla quasi totalità dei prodotti cinesi, con l’obiettivo di ridurre il disavanzo commerciale con la Cina e favorire la produzione industriale interna, in primis quella dell’acciaio e dell’alluminio. Tale politica protezionistica ha provocato l’immediata adozione di misure simili da parte del governo di Pechino, che ha introdotto nuove tasse sulle merci importate dagli Usa, in particolare sui prodotti agroalimentari, la voce principale dell’export americano in questo Paese. La guerra commerciale in corso da più di un anno ha avuto pesanti ripercussioni sull’economia di entrambi i Paesi, trasformandosi in una minaccia anche per l’intera economia globale. Gli effetti del decoupling, ovvero dell’allontanamento di due economie interdipendenti come quella americana e cinese, provocherebbero infatti dei forti danni all’intero sistema economico globale, e hanno già iniziato a spaventare gli investitori e le Borse.

 

Questo nuovo incontro potrebbe favorire una nuova fase di collaborazione e dialogo che permetterebbe a entrambi i Paesi di concordare delle condizioni più eque e di ridare fiato alle esportazioni. L’amministrazione Trump potrebbe portare a casa un risultato negoziale importante in vista delle elezioni presidenziali del 2020, placando le critiche dei suoi oppositori. Dal canto suo, il governo di Pechino potrebbe trarre enorme giovamento da un accordo con gli Usa, neutralizzando, almeno in parte, uno degli ostacoli politici più forti alla realizzazione dell’ambizioso progetto Belt and Road Initiative (BRI). 

 

Con la cosiddetta “nuova via della seta”, la Cina si pone l’obiettivo di creare un grande spazio economico euroasiatico che coinvolgerà 80 Paesi, favorendo gli scambi tra Oriente e Occidente attraverso l’apertura di nuove rotte commerciali terrestri e marittime. In quest’ottica, una tregua tra le due superpotenze e il raggiungimento di una maggiore cooperazione potrebbe favorire lo sviluppo del progetto BRI, determinando importanti cambiamenti negli equilibri geopolitici internazionali.