Competenze digitali e specializzazione trasformano il settore

La logistica internazionale sta attraversando una trasformazione che non riguarda soltanto i mezzi di trasporto, le infrastrutture o i sistemi informatici, ma anche le persone chiamate a gestire flussi di merci sempre più complessi.

Digitalizzazione, automazione, analisi dei dati e transizione ambientale stanno modificando attività consolidate e creando nuove figure professionali, nelle quali la preparazione tecnica deve integrarsi con competenze informatiche, conoscenza delle normative e capacità di affrontare rapidamente gli imprevisti.

Le analisi europee sul mercato del lavoro confermano che l’introduzione dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali sta cambiando i requisiti professionali, rendendo sempre più necessari percorsi di aggiornamento e riqualificazione.

Anche nella logistica, la trasformazione digitale e quella ambientale procedono ormai insieme, richiedendo competenze capaci di collegare organizzazione dei trasporti, utilizzo dei dati e sostenibilità.

Dal responsabile dei dati allo specialista doganale digitale

Tra le figure che stanno acquisendo maggiore importanza rientrano i professionisti incaricati di raccogliere, verificare e interpretare i dati relativi alle spedizioni.

Il logistics data analyst, per esempio, analizza tempi di consegna, percorsi, costi, livelli delle scorte e possibili rallentamenti, trasformando le informazioni disponibili in indicazioni operative. Accanto a questa figura si sviluppano ruoli dedicati all’automazione documentale, al controllo della qualità dei dati e alla gestione delle piattaforme che collegano imprese, trasportatori, magazzini, porti e autorità doganali.

Anche l’attività dello specialista doganale si sta evolvendo: alla conoscenza di classificazione, origine, valore e procedure di importazione ed esportazione si aggiunge la capacità di utilizzare strumenti digitali, consultare banche dati e riconoscere le anomalie che possono determinare controlli o ritardi.

L’Organizzazione mondiale delle dogane sottolinea infatti la necessità di sviluppare competenze in materia di data analytics, intelligenza artificiale e gestione dei sistemi digitali, mantenendo al centro la preparazione dei professionisti chiamati a interpretare i risultati prodotti dalla tecnologia.

Sostenibilità, sicurezza e continuità delle forniture

La crescente attenzione all’impatto ambientale dei trasporti sta favorendo anche la diffusione di professioni legate alla sostenibilità della catena logistica.

Il sustainability manager applicato alla logistica valuta consumi, emissioni, imballaggi e modalità di trasporto, cercando soluzioni che consentano di ridurre l’impatto delle operazioni senza comprometterne l’efficienza. A questa attività si affianca quella degli esperti di conformità ambientale, chiamati a seguire norme, certificazioni e obblighi che possono variare in base alla merce, al mercato di destinazione e al mezzo utilizzato.

La crescente instabilità delle catene di approvvigionamento attribuisce inoltre maggiore importanza ai professionisti del risk management e della supply chain resilience, incaricati di individuare fornitori alternativi, valutare i rischi geografici e operativi e predisporre soluzioni in caso di blocchi, ritardi o indisponibilità delle merci.

Secondo Cedefop, le transizioni verde e digitale stanno generando nuovi profili professionali e rendono necessario integrare competenze tecniche, capacità di analisi e conoscenze in materia di sostenibilità.

Tecnologia e competenze umane devono procedere insieme

L’evoluzione delle professioni logistiche non comporta la scomparsa delle competenze tradizionali. Al contrario, rende ancora più importante la presenza di persone capaci di comprendere l’intera operazione, verificare i documenti, comunicare con soggetti diversi e intervenire quando il procedimento standard non è sufficiente.

Un sistema automatizzato può segnalare un’anomalia, proporre un percorso o confrontare migliaia di dati, ma non può valutare da solo tutte le conseguenze commerciali, doganali e operative di una decisione. Per questo motivo le nuove professioni della logistica richiedono una combinazione di competenze digitali e capacità relazionali: precisione, problem solving, conoscenza delle lingue, gestione delle emergenze e confronto con clienti, fornitori e autorità.

La formazione continua diventa quindi parte integrante del lavoro, perché norme, strumenti e procedure cambiano rapidamente e impongono un aggiornamento costante.

Formazione e specializzazione come vantaggio per le imprese

Per le aziende che operano sui mercati internazionali, la disponibilità di professionisti qualificati incide direttamente sulla regolarità delle spedizioni e sulla capacità di prevenire errori. Una classificazione doganale non corretta, un documento incompleto o una valutazione superficiale delle condizioni di trasporto possono determinare costi aggiuntivi e rallentamenti.

Le nuove figure professionali non devono quindi essere considerate soltanto come specialisti della tecnologia, ma come punti di collegamento tra dati, normativa e operatività.

La Commissione europea e gli organismi dedicati alla formazione professionale stanno attribuendo crescente importanza allo sviluppo di competenze digitali e ambientali nei percorsi dedicati ai trasporti e alla logistica, proprio perché l’innovazione produce risultati soltanto quando è accompagnata da personale adeguatamente preparato.

EAAMS: efficienza e professionalità dalla parte del cliente

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EAAMS – il team di esperti nelle spedizioni nazionali ed internazionali – è infatti in grado di offrire un servizio specializzato e personalizzato per soddisfare qualsiasi particolare esigenza del cliente e per garantirgli sempre i più elevati standard di sicurezza.

In questo modo è possibile operare sempre nel massimo rispetto delle normative più recenti e poter immettere in totale sicurezza i propri prodotti sul mercato.

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