La speculazione dei noli marittimi

Immagina di avere trovato in soffitta un vecchio cimelio, un antico giradischi appartenuto a tuo nonno. Lo pulisci, lo metti a posto e provi a farlo funzionare. Suona alla grande. Tu però ascolti solo musica in digitale e per te quell’oggetto non ha nessun valore, a parte quello affettivo. Parli del tuo ritrovamento con gli amici al bar e uno di questi si dimostra interessato e vuole acquistarlo. Ora il tuo oggetto ha un valore economico, diciamo 10. Stai per concludere l’affare quando un altro dei tuoi amici ti chiama e ti chiede di venderglielo, lo vuole assolutamente e pagherà di più della tua prima offerta; adesso il valore del tuo giradischi è aumentato, puoi intascare 12 oppure 15, molto meglio degli iniziali 10.

Per i noli marittimi ed aerei, la regola è più o meno simile. Nel corso dell’anno i noli salgono e scendono in base alle richieste di mercato. Maggiore è la domanda e più alto sarà il prezzo per prenotare lo spazio all’interno della nave o dell’aereo. Per fare un semplice esempio, poco prima del periodo natalizio, prenotare uno spazio all’interno di una nave costa di più rispetto all’inizio dell’anno, proprio in virtù del fatto che c’è una maggiore richiesta di trasporto delle merci a livello mondiale.

Il 2020 ha visto una contrazione dei traffici a livello mondiale. A rigore di logica, maggiore è la disponibilità di spazi su navi ed aerei e minore dovrebbe essere il costo per noleggiarli. Ma stranamente, non è andata così.

Le maggiori compagnie marittime mondiali hanno visto lievitare i propri utili in un anno in cui il mondo delle spedizioni si è mosso a rallentatore, con un calo dei traffici intorno al 11-12%. Questo è stato possibile grazie a delle operazioni di blank sailing, con cui hanno dirottate certe rotte, eliminate altre e addirittura cancellato i contratti che avevano in essere con le aziende. In parole povere, hanno diminuito l’offerta di spazi disponibili sulle navi per alzare i prezzi di questi, nonostante la domanda fosse già bassa di per sé.

Per la prima volta, Stati Uniti e Cina hanno fatto squadra e si sono mossi insieme per bloccare questo fenomeno. La Cina ha fatto pressioni sulle proprie compagnie di bandiera affinché fermassero il rialzo dei prezzi, mentre gli Stati Uniti hanno avviato delle indagini sulle stesse.

Per fare ancora maggiore chiarezza, attualmente un nolo marittimo per un container 40’ piedi è di quasi 5.000 dollari nella tratta Shanghai-Barcellona, circa tre o quattro volte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In un momento di difficoltà economiche generalizzato, c’è comunque qualcuno che riesce a “farci la cresta”.